Il mio profilo descritto da mia figlia Viviana

Carlo Muccio nasce a Napoli nel 1957 ma vive da sempre ad Aversa. Attualmente è impiegato presso le Ferrovie dello Stato di Napoli con la qualifica di segretario tecnico superiore. Fondamentalmente risultano due le grandi passioni della sua vita: la storia dell’arte e la musica. Innamorato della sua cittadina, nel dicembre del 2006, realizza il volume “Le Edicole Votive di Aversa”, nel quale scova, fotografa, cataloga, descrive architettonicamente ed ubica tutte le cosiddette “Madonelle” di Aversa, non tralasciando statue e crocifissi. La giunta comunale di Aversa ne rimane talmente colpita ed entusiasta che all’unanimità decide di sponsorizzare e dare alle stampe il volume. La sua, però, è proprio una mania per i libri tanto che, in campo musicale, realizza una summa antologica che chiama “Bella Napoli Project”, nella quale immagina d’intraprendere un viaggio fantastico alla riscoperta della canzone napoletana dal 1200 al XX secolo. Nel volume dapprima riporta l’evolversi della canzone napoletana, romanzandone la storia, poi raccoglie, in ordine cronologico, oltre 150 brani più salienti, che nel corso dei secoli hanno fatto grande la canzone napoletana, spaziando, altresì, tra: villanelle, strambotti, calascionate, tarantelle, pizziche e canzonette. Per ogni brano vi è un aneddoto, una spigolatura, una curiosità ed il profilo di poeti e/o musicisti. Il suo lavoro certosino, però, consiste nel trascrivere i brani in perfetto vernacolo napoletano, tenendo presente la giusta grammatica napoletana non tralasciando, quindi: elisioni, troncamenti, doppie, apostrofi ecc. Sua è l’affermazione: il dialetto napoletano può considerarsi una sorta d’inglese, spesso si scrive in un modo ma si pronuncia diversamente! Nel corso degli anni ha realizzato tre CD musicali, che lui ama definire “casalinghi”, nel suo mini-studio di registrazione: Ci stanno o non ci stanno, tanto è sempe ‘a stessa cosa! nel 2005 dedicandolo ai bambini poveri che vendono fazzolettini di carta ai semafori; Tu sì barbone … io no! nel 2006 a favore delle donne-barbone che vivono nella stazione di Napoli Centrale; E che vuò fa’?! nel 2007 nel quale raccoglie alcune tarantelle e pizziche dell’Italia meridionale. Un noto dirigente RAI rimane colpito del suo estro tanto da decidere di inserire nel sito RAI alla pagina web “la canzone napoletana” ben 21 dei suoi brani. Da circa un decennio, a seguito di una vacanza nel Gargano, Carlo scopre la chitarra battente, strumento risalente al XVI secolo che utilizzavano i contadini di alcune aree dell’Italia meridionale in occasione di feste e sagre paesane: ne studia le origini, la storia ed impara persino a suonarla, grazie a maestri di questo strumento, ma soprattutto alla sua caparbietà e voglia di apprendere. In breve diviene un abile musicista di battente, tanto da essere inserito nell’albo dei suonatori, che sono poche centinaia in tutta Italia. Si cimenta, persino, a comporre tarantelle e pizziche, non tralasciando o alterando i canoni e gli schemi di questo genere musicale. Infine, unica è la sua chitarra a doppio manico classica-battente che si è fatta costruire da un noto maestro liutaio cilentano, Pasquale Scala, su un singolare esemplare settecentesco.

Napoli 10-12-08                  Viviana Muccio

 

Post a comment or leave a trackback: Trackback URL.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: