Perchè, Cristo, Perchè?-Un brivido nella schiena

Credetemi è mi è accaduto veramente! Ed ancora oggi se ci penso ne conservo un piacevole ricordo!

PERCHE’, CRISTO, PERCHE’?

(Carlo Muccio)

Era un uggioso pomeriggio di novembre, la pioggia batteva sui vetri della finestra della mia cameretta ed il mio umore era giù nel fondo come una colonnina di mercurio di un termometro esposto alle più rigide temperature polari. Il libro di matematica giaceva aperto a pagina 243 sulla scrivania, aspettava che i miei stanchi occhi si posassero sugli esercizi relativi ai radicali che avrei dovuto svolgere; invece, ero sprofondato nel letto privo di energie! Anche una mosca era lì appiccicata sui vetri inerte e, anch’essa non possedeva ne la forza ne la voglia di muovere una zampa! La TV accesa interrompeva il rumore della pioggia che, sempre più incessantemente, si versava giù dal cielo. Lo speaker del telegiornale annunciava ennesime tragedie e sciagure, massacri e sventure. Dentro me rimuginavo i pensieri di sempre: era mai possibile che fra tutti quei grandi della terra, fra tanti cervelloni ed altrettanti menti eccelse non vi fosse un pugno di persone che riuscisse a risolvere, una volta per tutte, le annose questioni che tanto opprimevano i popoli e facessero sì che si ricordassero di essere fratelli?! D’un tratto la mia mente si soffermò su Gesù. Che c’entrava il Cristo con quelle efferate tragedie? C’entrava e come! Perché Lui, che tutto poteva e tutto l’era permesso, non “premeva un bottone” dall’alto e in un baleno poneva fine a sofferenze, guerre, distruzioni e sciagure? Mentre il mio cervello “triturava” queste osservazioni, sentii un soave profumo che avvolse con la sua benefica fragranza la mia stanza e, nel contempo, avvertii una presenza estranea. Nell’aprire gli occhi il mio sguardo si posò spaventato su una figura d’uomo che giaceva ai piedi del letto. Balzai dal mio giaciglio impaurito ma l’uomo mi sorrise e mi tese lentamente le braccia come per rassicurarmi di non avere timore alcuno. Era vestito con una lunga e candida veste bianca, il suo viso era scarno e magro mentre, fluenti capelli castani si posavano sulle spalle e una folta barba, ben curata, non mascherava una notevole sofferenza. lo non proferii parola alcuna, fu l’uomo che asserì sorridendo: mi stavi pensando? E’ bello sapere che qualcuno lo faccia! No, non poteva essere! Quella sorta di ologramma era il Cristo Gesù ed era lì al mio cospetto; io un essere così piccolo e impotente, incapace di poter far qualcosa, di poter aiutare qualcuno! Quella figura celestiale, come se avesse letto nel mio pensiero, scongiurò le mie perplessità e le mie legittime incertezze esortandomi ad esporre le mie sofferte idee. Raccolsi tutto il coraggio sparso a brandelli nella mia mente e trovai un filo di fiato per chiedergli un valido motivo per il quale Dio permetteva tutte quelle assurde barbarie. Non aveva predicato lui stesso che eravamo tutti fratelli? Come poteva metterci l’uno contro l’altro permettendo quel feroce spargere di sangue? Come aveva potuto trasformare la religione in una sorta di violenza e vendetta? Perché ogni popolo credeva in un Dio diverso e, soprattutto, perché molti individui in nome del proprio Dio stroncavano vite umane sacrificando persino la loro? Dove alberga o dove si nasconde Dio quando accadono sciagure, tragedie e barbarie? Perché tutto ciò accade sempre ai poveri, agli afflitti, agli emarginati, a chi è già carico dì sofferenze? Perché si accanisce contro di loro? Perché li aveva creati per poi farli soffrire atrocemente? Tutti questi innumerevoli perché li proponevo a raffica tanto che nella mia bocca la saliva aveva perso la sua fluidità e la mia lingua aveva assunto un sapore amaro, così come risultava il sangue che veniva pompato a ritmo sempre più incessante dal mio cuore. La Divina figura stette per un istante a guardarmi con uno stentato sorriso sulle labbra, come se avesse voluto che la mia collera si placasse un po’ poi, si avvicinò e tenendomi una mano fra le sue parlò: Fratello, la mia sofferenza è di gran lungo superiore alla tua! Mio padre ha creato l’uomo provvisto di ragione ed intelligenza tale che nel corso degli anni si è evoluto sempre maggiormente realizzando conquiste in tutti i campi scientifici. La sua bramosità d’avere e di potere ha superato i limiti di tolleranza calpestando il consentito e il buonsenso. La sua cupidigia lo ha indotto a schiacciare il suo simile pur di ottenere il proprio fine, spingendolo persino a barbarie inaudite e crudeli. Eppure, Dio l’Onnipotente mio padre, non si scandalizza dell’uomo, della sua tiepidezza, della sua empietà poiché difficilmente l’uomo accetterà, senza scandalo interiore, la Sua Parola tramite me medesimo sceso sulla terra e divenuto uomo oltre 2000 anni fa. Unico è il Creatore! Unico è l’Onnipotente anche se ogni popolo lo implora e lo chiama in modo diverso!| L’Onnipotente ha creato dal nulla il mondo e ha posto l’uomo, Adamo ed Eva, a governo di esso con l’intesa di rispettarlo e di averne cura infinita. Ha permesso, inoltre, all’uomo di moltiplicarsi chiedendogli in cambio di amare i suoi simili e onorarli come fratelli. Vane sono state le sue richieste, difatti, già nell’Eden è stato disubbidito facendo sì che venisse colto il frutto del peccato. Successivamente si è macchiato le mani col sangue del suo prossimo uccidendo il fratello Abele. Il rispetto dei Dieci Comandamenti, che mio padre ha affidato a Mosè, è stato innumerevoli volte violato, calpestato e disonorato tanto da indurre il Creatore a scatenare le forze del cielo e della terra, dando luogo ad un violento diluvio distruttore, permettendo solo a poche unità di uomini e animati di salvarsi dalla funesta ira Divina. Il successivo ripopolamento della terra non è servito a placare la bramosità di odio, vendetta, invidia, accidia e perdizione insidi nell’uomo, per cui, a tal proposito l’Onnipotente risentito ed esausto ha abbandonato l’uomo al proprio destino. Tutte le sciagure, i disastri e le barbarie, che numerose si susseguono, sono esclusiva opera dell’uomo, alcuna è comandata dal Padre Eterno, nessuna è scatenata da Lui! Ricorda, fratello mio, tutti gli avvenimenti nefasti sono generati dalla volontà dell’uomo! La figura Divina stette nuovamente in silenzio con le mani giunte e gli occhi socchiusi poi, replicò con voce sommessa e triste: il susseguirsi di questi avvenimenti oscuri gonfiano il mio cuore di dolore e sofferenza più di quanto non abbia già patito sulla croce. Comunque sia, un Angelo è stato posto alla destra di ogni uomo a sua custodia pronto ad accoglierlo al proprio pentimento tra le sue braccia e a condurlo nel luogo di gioia e pace eterna e, ciò rappresenta il premio per tutti coloro che hanno patito, sofferto e subito crudeltà durante la propria breve vita sulla terra. D’un tratto mi sentii scuotere. Era mia madre che mi destava dal mio giaciglio. Allora, avevo tutto sognato? Nulla era accaduto? Il Cristo non mi era apparso, non si era materializzato, era stato tutto un bellissimo sogno? Nell’alzarmi dal letto, però, avvertii la stessa soave fragranza con la quale si era manifestata la Divina Creatura. La pioggia non batteva più sui vetri e un gigantesco arcobaleno era sorto nel cielo. Persino la mosca che dapprima era appiccicata ai vetri, come se avesse ricevuto una carica di energia, svolazzava intorno alla luce prodotta dalla lampadina del lume. Un ennesimo fatto strano si era, poi, verificato: dal libro di matematica aperto sulla scrivania sbucava fuori un vistoso lembo di un’immagine di Cristo crocifisso che serbavo come segnalibro. Troppe strane combinazioni! Troppe concomitanze! Troppe coincidenze!

Addì 08-12-05

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